L’equilibrio della mandibola

Un’amicizia tra la polvere e la chitina

Roma, 1984. Il Circo dei Sogni era un guscio vuoto, una carcassa di metallo e stracci che sorgeva tra le sterpaglie della periferia. un pagliaccio dal trucco sbavato e i vestiti troppo larghi, si allenava nel silenzio irreale della pista. Mentre tentava una verticale impossibile, un riflesso scuro tra gli spalti gelò il suo sangue. Seduta su una panca di legno, una formica gigante, alta quanto un uomo, lo fissava con i suoi occhi composti, immobili e privi di palpebre. il pagliaccio lanciò un urlo di orrore, un grido acuto che risuonò come una condanna a morte. La creatura, spaventata, si ritrasse bruscamente dietro un telone consumato. Il pagliaccio, col cuore che batteva come un martello, attese minuti interminabili. Non c’era via d’uscita: la periferia era deserta, il circo era una trappola, e la curiosità della bestia era ineluttabile. Quando la formica tornò a sbirciare, Il pagliaccio colse nel suo muoversi un’assenza di malvagità che lo disarmò. Con le mani tremanti, fece un inchino grottesco. La formica rispose con un ticchettio delle antenne. In quell’istante, la tensione si sciolse. Iniziarono a giocare: la formica imparò a fare la base per le piramidi umane, mentre il pagliaccio danzava sulle sue zampe. Sotto le luci fredde e tra la polvere e l’odore di segatura, due mostri dimenticati dal mondo trovarono la loro unica, tragica ragione di esistere.

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